ComitatoGenitori Liceo Scientifico G.B. Grassi - Saronno
Il Liceo Scientifico di Saronno
Il Liceo Scientifico di Saronno nasce nei mesi successivi alla seconda guerra mondiale come scuola comunale, sovvenzionata dalle famiglie degli alunni e da un "Comitato Promotore" formato da cittadini e sostenuto da banche, commercianti, professionisti e ditte.
Il 27 settembre 1945 il Commissario scolastico per la Lombardia presso il Comando Alleato concede il riconoscimento legale al liceo scientifico e così il 1° ottobre 1945 inizia il primo anno scolastico del Civico Liceo Scientifico di Saronno, con sede nell'edificio scolastico "Ignoto militi", in via Antici, dove già si trovano le scuole elementare e professionale. Rimane una scuola comunale fino al 1959, anno in cui diventa un liceo scientifico statale.
Dal 1961 il liceo viene intitolato a Giovanni Battista Grassi, il noto scienziato di Rovellasca, mentre nel 1969 viene trasferito nel nuovo edificio di via Benedetto Croce, appositamente costruito e dove ancor oggi ha sede.
Il Liceo G. B. Grassi si è rivelato nel corso degli anni una realtà scolastica significativa, con la sua popolazione studentesca che oggi supera le mille unità. L'Istituto comprende una sede centrale, in via Benedetto Croce 1, e una sede staccata, situata in via Monsignor Castelli 12.
Informazioni e Contatti
 Sito Ufficiale: www.gbgrassi.it
 Contatti: segreteria@gbgrassi.it
 Sede Istituto:
Via Benedetto Croce, 1 - 21047 - Saronno (VA)
Tel: 02/960.41.04 - Fax: 02/96.70.26.30
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Chi era Giovanni Battista Grassi
Giovanni Battista Grassi fu uno zoologo e medico italiano, nato il 27 maggio del 1854 a Rovellasca in provincia di Como e morto il 4 maggio del 1925 a Roma.
Iniziò a studiare Medicina all’Università di Pavia grazie ad una borsa di studio che mantenne per tutto il corso. Sin da giovanissimo, dimostrò di essere enormemente interessato alla ricerca; infatti, quando frequentava ancora l’Università di Medicina, riuscì, sezionando gli animali morti, a scoprire la causa di un’epidemia che colpiva i gatti, scovando nel loro intestino la presenza di un verme parassita chiamato Anchilostoma duodenale, che provocava nei felini emorragie mortali.
Riuscì altresì a dimostrare, che questi parassiti potevano infiltrarsi nel corpo dell’ospite anche attraverso la pelle e comprese che questa malattia era stata la causa, confermata in seguito anche dall’autopsia effettuata sul corpo, della morte di una signora affetta da una grave anemia.
Grassi si laureò in Medicina all’università di Pavia nel 1878, continuando le sue ricerche con grande meticolosità e precisione. Sempre nel 1878 andò a lavorare nella stazione oceanografica di Messina, operando contemporaneamente anche nella stazione zoologica di Napoli. Tra il 1879 ed il 1880 studiò zoologia a Würzburg e all’Università di Heidelberg, dove continuò i suoi studi sui protozoi. Qui conobbe Maria Koenen, che fu dapprima sua assistente e poi sua moglie e da cui ebbe una figlia, Isabella.
Nel 1888, Grassi scoprì l’esistenza di un ragno fino ad allora sconosciuto e lo chiamò “Koenenia mirabilis” in onore della sua consorte. Nel 1883 ottenne la cattedra di Zoologia Comparata all’Università di Catania. Qui egli cominciò a studiare il ciclo di riproduzione delle anguille, soprattutto mise in luce una fase del ciclo, la metamorfosi larvale, che fino a quel momento non era stata ancora scoperta. Altri studi di quel periodo coinvolsero le api e le mosche, queste ultime soprattutto come agente tramite del vibrione del colera.
Nel 1895 Grassi approdò a Roma, dove gli fu assegnata la direzione dell’Istituto di Biologia e contemporaneamente la cattedra di Anatomia Comparata all’Università. Anche in questa città, effettuò diversi studi, Studiando anche la biologia delle api, degli elminti intestinali e dei protozoi.
Innanzitutto si dedicò a combattere la Fillossera della vite, (Phylloxera vastatrix), che colpiva molti vitigni, con grande disperazione dei viticoltori, partendo dalle radici. In seguito di dedicò alle ricerche sui flebotomi pappataci, potenziali vettori di agenti patogeni, e sul gozzo cronico, disfunzione ipotiroidea molto comune delle valli alpine.
Fu l'autore de I Chetognati (1883), I Progenitori degli insetti e dei miriapodi, l’Japyx e la Campodia (1886), Studi di uno zoologo sulla malaria (1900) e Flagellati viventi nei termiti (1917). Per il suo monumentale studio sulle termiti ricevette la medaglia Darwin nel 1896 dalla Royal Society di Londra.
Ma il suo contributo più importante alla medicina è stata senza dubbio la dimostrazione della trasmissione dei plasmodi della malaria da parte della zanzara anofele (Anopheles), attraverso le loro ghiandole salivari.
I suoi studi su questo argomento iniziarono nel 1888 quando cominciò ad occuparsi della malaria degli uccelli, scoprendo i diversi stadi del Plasmodio. Soltanto due anni dopo Grassi passò alla malaria umana, soprattutto colpito dalle condizioni terribili della campagna romana, in cui la malaria aveva particolare intensità e colpiva soprattutto i ragazzi. Egli comprese subito che la malattia era introdotta all’interno del corpo umano da vettori esterni, sicuramente insetti alati. Cominciò quindi ad impegnarsi personalmente nella cattura di diverse specie di zanzare presenti nelle paludi della campagna intorno a Fiumicino. Inoltre, cominciò ad intervistare i contadini che vivevano in quelle zone. Essi raccontavano di essere molestati soprattutto da un tipo di zanzara piuttosto grande, con ali grigie e macchiate, che facevano la loro comparsa al tramonto fino a tutta la notte. Grassi identificò questo tipo di zanzara con l’Anopheles maculipennis.
La fase successiva fu quella di studiare ed allevare le zanzare nel proprio laboratorio fin dallo stadio larvale per accertarsi che non potessero essere infette. In questa fase, molto importante fu la collaborazione di un certo sig. Sola, che si prestò quale cavia umana per le sperimentazione di Grassi. Egli si offrì volontariamente a farsi pungere ogni sera da una specie di zanzara diversa senza mai mostrare i segni della malattia, finché una sera Grassi lo fece pungere da una zanzara che aveva già punto persone malate e dopo alcuni giorni anche il sig. Sola mostrò i sintomi tipici della malaria. Grassi, quindi, arrivò a stabilire i due grossi capisaldi della sua ricerca: innanzitutto che non tutte le specie di zanzare trasportano il plasmodio della malaria, ma solo tre, cioè la Anopheles maculipennis, la Culex vexans e la Culex penicillaris e poi che mentre i maschi si cibano esclusivamente di linfa vegetale, le femmine soltanto succhiano il sangue, perché il ferro contenuto nell’emoglobina e nelle proteine serve loro per far maturare le uova. Grassi era quindi riuscito a scoprire il ciclo di trasmissione della malaria.
Eppure non si fermò; le sue ricerche continuarono permettendogli di scoprire al microscopio anche nello stomaco della zanzara Anofele i diversi stadi di maturazione del Plasmodio.
Con Amico Bignami (1862-1919) e Giuseppe Bastianelli, dimostrò nel 1899 che il ciclo vitale del plasmodio richiede necessariamente il passaggio attraverso il suo vettore artropode. Descrisse anche il ciclo completo delle varie specie di Plasmodium.
Finalmente, a conclusione delle sue ricerche e delle sue scoperte, Grassi pubblicò, nel 1900, il volume intitolato Studi di uno zoologo sulla malaria, che riassumeva tutti i procedimenti, gli studi e le conclusioni degli anni trascorsi ad occuparsi della zanzara Anofele e del Plasmodio. E fu grazie a questa scoperta e a questo libro che furono avviate le ingenti opere di bonifica delle zone paludose in tutta Italia.
Come riconoscimento per le sue scoperte nel 1908 fu fatto senatore e passò gli ultimi anni della sua vita nel controllo della malaria nell'area di Fiumicino, a Roma.
Giovanni Battista Grassi morì a Roma il 4 maggio 1925, ma il ricordo del bene che ha fatto per l’umanità resta perenne grazie a diverse lapidi (tra cui quella a Fiumicino, a Rovellasca, sulla facciata della casa natia, e quella sul Pincio) e al nome di numerosissime istituzioni, scuole e strade a lui intestate.

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Il laboratorio del Professor Grassi è situato al primo piano della Dispensa Sociale (le due finestre aperte).
Distribuzione all'aperto del chinino ai bambini ostiensi, ai piedi del Castello di Giulio II. Le analisi servivano anche per individuare i piccoli da inviare al sanatorio.
Foto del 1929.
I piccoli che si avviano al sanatorio di Ostia a Mare.
Foto del 1929.
Dati anagrafici
Luogo e data di nascita Rovellasca (CO) 27/03/1854
Luogo e data del decesso Roma 04/05/1925
Titolo di studio Laurea in Medicina Università di Pavia - 1878
Professione Docente universitario
Carriera Professore ordinario di Zoologia e anatomia comparata alla Università di Catania (12 luglio 1888)
Professore ordinario di Anatomia comparata alla Università di Roma (16 settembre 1895)
Titoli professionali ed accademici Socio corrispondente dell'Accademia dei Lincei (1° agosto 1887)
Socio nazionale dell'Accademia dei Lincei (23 agosto 1897)

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